Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

martedì 27 luglio 2010

La preparazione mentale nello sport

L’obiettivo dichiarato è appropriarsi della propria condizione emotiva e psicofisica per trasformarla nel livello più elevato della prestazione.

La preparazione mentale può essere uno stimolo efficace per un mondo sportivo che si serve della scienza, ma non ha ancora maturato la consapevolezza che lo sport non può essere che la sintesi sempre più funzionale del fisico e della mente.

La scienza che si interessa del fisico è arrivata a livelli così elevati che per andare oltre sembra che si debba necessariamente ricorrere a stimoli illeciti, mentre non riconosce ancora i contributi dei mezzi legali ed efficaci: la persona, il gruppo e la mente, che possiedono risorse solo da scoprire e sviluppare. Non si può dire che lo sport non cerchi di fare qualcosa anche per la mente, ma troppo spesso chi si improvvisa esperto applica credenze del buon senso comune o residui di proprie esperienze emotive, e di fatto usa mezzi dannosi e superati.
La rabbia, le lunghe concentrazioni nelle quali si consuma energia e si accumula paura, le strigliate e l’ illusione di stimolare ulteriore tensione quando si è già superato il punto oltre il quale si spegne il rendimento, gli appelli all’impegno e il richiamo ai valori e alla bandiera sono un armamentario ingombrante e inutile e, spesso, addirittura deleterio per il rendimento e la prestazione.

Lo sport, quindi, è ancora attratto dal più e dal meglio, ovvero esaspera e vorrebbe raggiungere un’ eccitazione che ha già superato e annullato l’ optimum del rendimento, mentre la psiche e la mente hanno regole del tutto diverse e livelli di rendimento massimo ben definiti e non certo legati ad inutili affanni.
La psicologia dello sport è un’ indicazione appropriata per conciliare il fisico, la mente ed il collettivo, e per trovare l’equilibrio ottimale: suggerisce i metodi per ridurre la tensione negativa e per portare l’ atleta alla consapevolezza del proprio funzionamento, alla capacità di scoprire i fattori del proprio rendimento e a saperlo migliorare in ogni momento dello sport. La filosofia che emerge non garantisce la vittoria e non pretende di creare risorse inesistenti, ma cerca costantemente l’ impiego ottimale di tutte quelle di cui l’ atleta dispone che sono la sua massima risorsa.

La fase creativa della psicologia consiste nello sviluppo e nel miglior uso delle abilità mentali, nell’individuare in ogni atleta i caratteri e le specificità per portare ognuno ad un uso completo e non affannoso delle proprie risorse anche attraverso l’utilizzo di strumenti che aiutano ad individuare gli obiettivi possibili, a conoscere tutte le proprie risorse e ad impiegarle per raggiungere i livelli più alti della prestazione.
In ogni atleta c’è la possibilità di migliorare mentalmente e che non sono i “fragili” che si rivolgono allo psicologo dello sport ma i più desiderosi di raggiungere e superare i propri limiti.
 
"La preparazione mentale nello sport", tratto da Obiettivo Psicologia. Formazione, lavoro e aggiornamento per psicologi

1 commento:

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