Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 12 settembre 2010

Sempre più baby il primo profilo sui social network

VABBE', FAMMI AGGIORNARE IL PROFILO, VA'...!

















E' sempre più bassa l'età di chi si affaccia al mondo dei social network. Intere classi virtuali delle scuole elementari sono ormai ritrovabili in rete sotto forma di "gruppi". Un segno dei tempi che non manca di destare preoccupazione negli esperti e che è spesso motivo di accese discussioni domestiche.
I pericoli di una navigazione in internet sono numerosi e tutt'altro che trascurabili, come spesso emerge dai casi di cronaca che vedono i minori oggetto di attenzioni morbose da parte degli adulti o che trovano nella rete argomenti e percorsi che incidono negativamente sullo sviluppo della loro personalità, che mettono a repentaglio la salute dei più giovani e talvolta la stessa vita. Neuropsichiatri e psicologi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si trovano spesso a dover rispondere alle domande dei genitori su quali siano le modalità di osservazione, controllo e intervento per impedire ai propri figli brutti incontri in rete e brutte esperienze come loro diretta conseguenza.
La tentazione di controllare i figli attraverso i social network è per molti genitori quasi irrinunciabile. In realtà non c'è niente di meno efficace di un divieto, specie per un adolescente ed entrare nel profilo di un figlio è come sbirciare nel suo diario segreto. In rete soprattutto i ragazzi esprimono emozioni, pensieri, gusti, affidando ai social network anche sfoghi personali, ma che, nel proprio immaginario, devono restare preclusi alla sfera dei genitori.
L'approccio migliore è la creazione di una relazione solida tra genitore e figlio, che permetta all'adolescente di affrontare ogni argomento, eventuali ansie, paure e preoccupazioni derivanti da contatti e richieste giunte tramite internet e i social network. Ciò significa instaurare una rapporto di fiducia tra genitore e figlio, che faccia sentire l'adolescente accolto e non giudicato, in modo da consentire anche richieste di aiuto nella consapevolezza di potersi sentire protetto e difeso dai propri genitori, anche se si tratta di dover riferire cose non piacevoli e da cui si = viene normalmente messi in guardia.

Fonte: http://it.notizie.yahoo.com/

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