Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

sabato 23 ottobre 2010

L’amore: un analgesico naturale

Innamorarsi perdutamente può aiutare a lenire le sofferenze fisiche. A dimostrarlo è stata una ricerca apparsa sull’autorevole rivista PloS One, secondo la quale il potenziale effetto analgesico dell’innamoramento potrebbe aprire nuove prospettive alla cura del dolore fisico.
Secondo sottolineano i ricercatori della Stanford University, l’amore romantico avrebbe l’effetto di attivare i sistemi cerebrali di ricompensa, gli stessi che risultano implicati nella dipendenza da alcune sostanze stupefacenti. L’amore come una droga, quindi, capace di lenire la sofferenza e aprire una possibile nuova strada allo sviluppo di trattamenti contro il dolore fisico, come sottolineato dall’autore dello studio Sean Mackey.
Nello studio, i ricercatori hanno mostrato a 7 ragazzi e 8 ragazze perdutamente innamorati la foto della persona amata, mentre veniva provocato loro uno stimolo doloroso a livello della mano. In seguito, ai giovani era chiesto di nominare una serie di sport che non richiedevano l’uso della palla, in modo da generare distrazione, mentre veniva procurato loro lo stesso stimolo doloroso.
“Con nostra piacevole sorpresa, sia l’amore sia la distrazione riducevano il dolore allo stesso modo”, afferma Sean Mackey. Tuttavia, le due strategie favorirvano un’attività cerebrale completamente differente, come evidenziato dalla risonanza magnetica effettuata sui partecipanti durante l’esperimento. Nel caso dell’amore, infatti, venivano coinvolti i sistemi della ricompensa situati nell’area più primitiva del cervello, mentre la distrazione implicava l’utilizzo di aree cerebrali molto più evolute. “Questo fornisce una buona valutazione del fatto che, nei pazienti con dolore cronico, essere innamorati in una relazione potrebbe procurare un effetto analgesico”, conclude Sean Mackey.

Fonte: Younger J et al. Viewing Pictures of a Romantic Partner Reduces Experimental Pain: Involvement of Neural Reward Systems. PLoS ONE 2010; DOI: 10.1371/journal.pone.0013309

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