Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

martedì 19 ottobre 2010

COME AIUTARE VOSTRO FIGLIO A STARE CON GLI ALTRI? (I PARTE)

Sin dalle prime fasi dello sviluppo il bambino è dotato della tendenza a costruire legami con le persone che lo circondano, i genitori in primis, ed è necessario che questi, in forza di tale legame, siano in grado di veicolare le emozioni del bambino verso relazioni sane a adattive.

Le emozioni sono il motore primario del nostro comportamento, la bussola che spesso guida le nostre scelte fondamentali, ed è necessario che i genitori siano in grado di trasformare le emozioni inizialmente prive di significato dei loro figli, in pensieri che questi possano metabolizzare e fare propri.

La psicoanalisi inizialmente concettualizzò le emozioni come fenomeni di scarica, ossia risposte istintive a stimoli esterni, ma si rese ben presto conto che è nelle prime fasi dell'interazione madre-bambino che va collocato lo sviluppo delle diverse categorie emozionali.

Particolare rilievo per l'argomento trattato in questa sede, ha il concetto di “sintonizzazione affettiva”. La sua comparsa, all'interno della relazione madre-bambino, dopo gli 8-9 mesi, indica che nel bambino e all'interno della relazione, vi è una corrispondenza degli astati affettivi, fondamentale affinchè il bambino sviluppi uno stile di attaccamento sicuro.

Col termine “attaccamento” intendiamo il rapporto che il bambino stabilisce con la persona che si prende maggiormente cura di lui. Tale legame è più forte nel periodo che va dagli 8 mesi ai 3 anni.

Esistono diversi modelli di attaccamento e sono importanti perché non solo influenzano la personalità del bambino, ma influenzeranno anche le sue relazioni sociali future.

Per studiare le caratteristiche dell'attaccamento, alcuni ricercatori hanno messo appunto il “test della situazione sconosciuta”. Questo test prevede che il bambino, accompagnato dalla madre o da un'altra persona cui è attaccato, venga introdotto in una stanza a lui sconosciuta e piena di giocattoli. Mentre il bambino resta sempre nella stanza, la madre ed un adulto sconosciuto al piccolo, ne entrano ed escono, secondo una sequenza prefissata di spostamenti. Perciò, in alcuni momenti viene a trovarsi nella stanza con la madre, in altri con l'adulto sconosciuto, e in altri ancora da solo. In base al comportamento del bambino in queste diverse situazioni si può inferire il suo stile di attaccamento. Non tutti i bambini, infatti, si comportano allo stesso modo: alcuni esplorano con fiducia e sicurezza la stanza quando la madre è presente, manifestando gioia nel riunirsi a lei, per poi ricominciare a giocare sentendosi perfettamente a loro agio. In questo caso si parla di bambini con attaccamento sicuro. Altri evitano o ignorano attivamente il genitore, restando inibiti nel gioco. Si parla, in questo caso, di bambini con attaccamento evitante. Altri ancora mostrano rabbia nei confronti del genitore, o reagiscono alla separazione con comportamenti molti confusi e disorganizzati. In questi casi si parla di bambini con attaccamento insicuro.

La trasmissione di un attaccamento sicura va oltre la semplice sensibilità del genitore. Affinchè si stabilisca questo modello di attaccamento è necessario che la persona che si prende cura del bambino sia COSTANTE e COERENTE nel fornirgli un contatto fisico confortevole, nell'interagire in perfetta sintonia emotiva con lui, intervenendo in modo da soddisfare i suoi bisogni immediati.

La qualità dell'attaccamento iniziale del bambino alla madre o ad un'altra persona che lo accudisce, esercita una forte influenza sullo sviluppo successivo, in particolare sullo sviluppo delle sue competenze sociali, e sulla qualità delle relazioni che il bambino stabilirà nel corso della sua vita.

Un bambino che ha sviluppato un attaccamento sicuro, nella seconda infanzia sarà più sicuro di sé, più abile nel risolvere i problemi, più stabile emotivamente e più socievole di un bambino con attacca+ insicuro.

Questo avviene perché sulla base delle esperienze cognitive ed affettive vissute, il bambino si costruisce una mappa interna, una sorta di schema, di cui si servirà per muoversi nel mondo.

Man mano che cresce il bambino acquisisce un repertorio sempre più ampio di esperienze, ricordi ed astrazioni di ricordi, specie della sua interazione con le figure genitoriali. La stabilità e la coerenza di tale interazione, non solo vengono organizzate nella mente del bambino e conservate nel tempo, ma sono la fonte della stabilità delle sue relazioni future.

LEGGI ANCHE:
Come aiutare vostro figlio a stare con altri? (PARTE II)
Come aiutare vostro figlio a stare con altri? (PARTE III)

Nessun commento:


Questo blog è conforme alle disposizioni del Codice di Condotta relativo all'utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza nell'attività Professionale degli Psicologi