Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 28 novembre 2010

"FRAMMENTI DELL'INTRODUZIONE"...

Difficile raccontare un viaggio dentro l'Alzheimer senza il rischio di perdersi: dentro un tipo di informazione che già esiste, in dettagli dolorosi che potrebbero suonare come una violazione del diritto al privato di una persona. Perdersi perché ci si trova su un treno che viaggia fuori dal tempo e dallo spazio, come senza tempo e senza spazio sono i passeggeri che lo animano, viandanti smarriti anche dentro le mura delle loro case.

Il nostro viaggio non nasce con l'intento di offrire un'informazione esaustiva sulla natura della malattia e la sua evoluzione, né vuole essere il pietoso racconto di una sofferenza che si replica, ogni volta, con nomi diversi. Piuttosto, ha lo scopo di proporsi come uno strumento attraverso il quale impedire alla malattia di cancellare la dignità della vita dei malati di Alzheimer. Vuole essere un momento umilmente efficace in cui comunicare a qualche coscienza quanto sia terribile, universale, onnicomprensivo, sempre più frequente l'Alzheimer, e quanto molto si potrebbe e si dovrebbe fare per impedire a questo morbo di risolversi solo quando si dissolve.
(...)
L'Autore, nella prima parte del suo viaggio ci racconta le difficoltà e i disagi di una donna colpita dal morbo di Alzheimer, nel suo lento ma inarrestabile declino verso il mondo dell'oblio. Forte la volontà di A., cosciente di una metamorfosi inaccettabile che la fa sentire progressivamente altra persona rispetto al suo Sé, di opporsi alla violenza di questo mostro per lei ancora sconosciuto, ma tragicamente e fatalmente più forte di ogni volontà. Emozionante l'addio di A. al mondo e dell'Autore ad A. E affatto inutile. Perché un'esperienza così dolorosa, come a migliaia se ne contano oggi in Italia, ha generato un impegno sociale che da 15 anni opera con perseverante responsabilità sul territorio livornese, con l'obiettivo primario di migliorare la qualità di vita dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. E' l'A.M.A. (Associazione Malattia Alzheimer Onlus Livorno), il cui incessante lavoro è descritto nella seconda parte del nostro viaggio, a tratti attraverso le parole di chi ha fondato l'Associazione e più per missione che per professione, ha assistito negli anni i nostri malati e le loro famiglie; a tratti attraverso le immagini, che meglio di mille parole riescono a descrivere lo scrupoloso lavoro di formazione informazione e sensibilizzazione promosso in più di un decennio di attività; a tratti infine, attraverso le opportune osservazioni di uno strano ma diligente compagno di viaggio. Un Uomo che “non si da dove viene, né dove va...” e forse per questo è il compagno ideale per un viaggio dentro l'Alzheimer, dentro le menti perdute per questa malattia, dentro gli occhi smarriti attraverso cui parla l'anima di questi malati. Perché l'anima c'è, come si evince da ogni tappa di questo viaggio, ed è capace di cogliere intuire capire le altre anime che la circondano, anche se non conosce più le parole per poterlo esprimere e i volti le sembrano ormai dei perfetti estranei.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti!

Anonimo ha detto...

Brava Dott.ssa! Oltre che una brava psicologa, sembra anche un'ottima scrittrice! Complimenti e in bocca al lupo per tutto.. se lo merita.
PS: sinceri auguri di Buon Natale a lei e alla sua famiglia.
Antonio Pruiti.

Anonimo ha detto...

APPPPPLAUSIII!!!

A.M.A. ha detto...

Mi unisco agli applausi, perchè se non fosse stato per il suo fondamentale contributo, questo libro non sarebbe mai stato pubblicato.
GRAZIE ANNA!

Anna G. ha detto...

Ringrazio tutti per i complimenti, ma come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, per me è stato un piacere contribuire alla realizzazione di questo volume, che spero possa essere utile alle tante famiglie che convivono con il dramma dell'Alzheimer.

Angela ha detto...

Ho avuto modo di leggere il libro. Sono la moglie di un malato di Alzheimer e mi ha commosso ritrovarmi nelle vostre pagine.


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