Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

lunedì 8 novembre 2010

Guarire in una seduta...?

Comunemente si pensa che andare dallo psicologo significa prendersi un impegno di anni.

Questo scoraggia chi avrebbe bisogno di una cura, che a volte vi rinuncia per la paura di non poterselo permettere.
In effetti un tempo il cliente medio di uno psicoterapeuta (psicoanalista) era ricco e colto, disposto ad affrontare anni di sedute settimanali per risolvere antichi conflitti fonte di nevrosi.

Ora la psicologia è per tutti, esistono differenti possibilità di cura e gli psicologi sono diventati bravi a risolvere problemi quotidiani in breve tempo.

Disturbi che compromettono seriamente la vita di una persona possono essere affrontati in dieci sedute.

Nonostante questo, vi sono molti clienti che dopo il primo colloquio non si fanno più vedere. Questo fenomeno è chiamato drop out, ed è in genere vissuto come un fallimento da parte dello psicologo, che si sente inadeguato per il paziente.
Il drop out è stato oggetto di studi negli Stati Uniti, ed i risultati delle ricerche sono stati sorprendenti.

Si era notato che nelle strutture pubbliche una percentuale troppo elevata (fino all’80%!) di pazienti non tornava per un secondo colloquio, anche quando esso era stato già concordato ed era gratuito.

Perché?

Non si era stati soddisfatti, lo psicologo non era preparato, orari impossibili… ?

Nulla di tutto ciò!

A quanto pare, la maggior parte di queste persone si è sentita sufficientemente aiutata dopo una singola seduta.

Un solo colloquio non è certo la cura consigliata per molti, ma sembra essere sufficiente quando:

c’è un problema specifico

il paziente ha bisogno di un check-up sulla sua salute mentale

il paziente viene accompagnato da persone di fiducia che sono disposte ad aiutarlo

il paziente già in passato ha saputo adottare soluzioni efficaci per il problema

il paziente è ostacolato da sentimenti forti rispetto ad eventi passati

il paziente trarrebbe vantaggio dalla sospensione di qualsiasi trattamento

il paziente ha un problema insolubile.

La possibilità di una sola seduta dovrebbe essere accordata fin dall’inizio, in quanto ci sono persone che, pur avendo le risorse disponibili e problemi specifici, desiderano essere seguiti per un periodo più lungo, altrimenti potrebbero sentirsi abbandonati dal loro terapeuta.
Quando si propone una seduta singola, è essenziale che il cliente sia davvero motivato al cambiamento e sia disposto ad abbandonare modi di pensare inadeguati o inapplicabili all’attualità.

Nella seduta singola il terapeuta sottolinea che lui sarà sempre disponibile nel momento del bisogno, ma sarà il cliente a dover fare la maggior parte del lavoro.
Il processo di guarigione è lungo e difficile, ma ogni persona ha delle risorse, delle potenzialità che, nei momenti di disperazione, non percepisce di avere: nessuno fa tutto sbagliato!
Compito dello psicologo è accelerare il processo per cui il paziente si aiuta da sé e trova soluzioni ottimali, riacquista la fiducia.

La psicoterapia non è più, come si pensava un tempo, un percorso lunghissimo alla fine del quale si è cambiati e non si hanno più problemi (e se se ne hanno ancora significa che non è servita a nulla!), ma può durare anche tutta la vita, con qualche seduta sporadica, per ricevere un supporto in un momento difficile e poi fare da sé.
Come sostiene Eric Berne, padre della psicoterapia transazionale: "Ogni paziente ha dentro di sé una naturale tendenza alla salute, sia mentale che fisica. Il suo sviluppo mentale ed emotivo sono ostacolati da qualcosa che il terapeuta deve solo rimuovere perché il paziente cresca naturalmente nella propria direzione."
 di Alessandra Banche

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