Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

giovedì 18 novembre 2010

Una partita a Tetris per...?

Una partita a Tetris migliora la vita. E fa dimenticare, almeno per un po', immagini terribili che sono rimaste impresse nella memoria, traumi subiti, stress dovuto a esperienze forti e scioccanti. Non sostituisce la rielaborazione che solo un’analisi psicologica potrebbe aiutare, ma qualcosa può fare, agendo come una sorta di "antibiotico cognitivo" per le menti colpite da tale dolore. La prova arriva dai ricercatori dell’università di Oxford, dove è stato svolto un test particolare: un gruppo di volontari hanno dovuto giocare per qualche ora a impilare i vecchi mattoncini colorati dopo aver visto immagini di violenza. E il risultato, sorprendentemente, ha mostrato come nel corso del gioco così come nelle ore a seguire, anche le scene più efferate venivano dimenticate per dedicarsi al gioco scacciapensieri più famoso dagli anni Ottanta in poi.
LA RICERCA - Non è la prima ricerca che la psicologa Emily Holmes dedica al disturbo post-traumatico da stress. Già lo scorso anno aveva indagato, nel suo laboratorio di ricerca in psicologia clinica, sulle conseguenze mentali date dall’uso di uno svago a base di giochi visuo-spaziali, come Tetris appunto. In quel caso, aveva dimostrato come le immagini violente visualizzate prima del gioco venissero congelate e sostituite dal puro piacere dell’attività ludica. Ora a questi primi risultati ha aggiunto nuovi studi e nuove certezze: è solo nel caso dei giochi visuo-spaziali che questa finestra di pausa del dolore e del trauma si apre e permane. I suoi volontari infatti hanno giocato nuovamente, ma questa volta con altri diversivi, come semplici quiz, e i risultati non sono stati altrettanto buoni.
PSICOLOGIA SPERIMENTALE - Ben consci che nel caso di traumi dati da forti choc improvvisi non siano certo i giochi a far guarire un paziente, gli psicologi di Oxford continuano però con i loro studi di psicologia clinica sperimentale per verificare i collegamenti tra il gioco e la memoria. Nel caso del Tetris, l’attività non è solo una distrazione, ma riesce a interferire con i meccanismi mentali che portano a visualizzare nella mente l’immagine negativa e traumatica subita. E se giocando si sta meglio, anche dopo aver finito l’effetto benefico della partita continua a farsi sentire, lasciando i pazienti tranquilli anche per quattro ore dopo che il Tetris è finito.

Fonte: http://www.corriere.it/

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