Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

mercoledì 22 dicembre 2010

DURO CAMPO DI BATTAGLIA LE CONVERSAZIONI TRA MOGLI E MARITI

Ci sono molte prove a sostegno dell'assunto che, nella conversazione, uomini e donne si comportano come se appartenessero a due culture diverse.

Tra le differenze fondamentali dei 2 modi conversare:
  • le donne tendono a considerare le domande un mezzo per mantenere viva la conversazione, mentre per gli uomini sono richieste di informazioni;
  • le donne, generalmente, interpretano l'aggressività del partner come un attacco che distrugge il rapporto, mentre per gli uomini l'aggressività sembra semplicemente essere una forma di conversazione;
  • le donne tendono a discutere insieme i problemi, a condividere le esperienze, a rassicurare. Gli uomini tendono invece a sentire nelle parole delle donne (o di altri uomini) che discutono con loro un problema, un'esplicita richiesta di soluzioni, anziché la ricerca di un ascolto partecipe.
Differenze come queste, portano spesso mariti e mogli ad avere aspettative diverse gli uni delle altre: la donna vorrebbe che il partner fosse una versione nuova e migliorata della sua migliore amica, si infervora quando il marito la mette al corrente di qualche segreto, ama essere la sua confidente, e si dispiace quando lui tieni i propri sentimenti per sé. I mariti difficilmente si adeguano a questi standard di intimità, Eppure, quando si chiede ad una coppia: “Con chi vi confidate più spesso?”, generalmente il marito risponde: “Con mia moglie”, e la moglie: “Con la mia migliore amica”,

Diverso anche il modo di discutere a fondo i conflitti: molti uomini per esempio si innervosiscono, preferendo arrivare subito ad una soluzione pratica, le mogli invece ne vogliono parlare a fondo, perché questo dà loro un senso di empatia, di intimità e di comprensione, e soprattutto perché pensano: “IL MATRIMONIO FUNZIONERA' FINTANTO CHE RIUSCIREMO A PARLARNE”.

Uomini e donne tendono anche ad avere una diversa reazione ai problemi reciproci: una moglie può condividere un problema con il marito sperando di riceverne comprensione e solidarietà, ma capita spesso che il marito non riesca a darle conforto, impegnandosi piuttosto per cercare di offrirle una soluzione pratica. Quando ciò accade, la moglie tende a sentirsi ferita, e si indispettisce perché a suo avviso il marito non capisce che lei sa benissimo come comportarsi, vorrebbe semplicemente che lui la comprendesse.

Ancora: mariti e mogli tendono a dare un giudizio diverso sull'importanza di ciò che il partner dice loro. Roberto è un avvocato, la moglie Sabrina lavora in una galleria d'arte. Roberto si lamenta spesso perché Sabrina gli racconta i più “insignificanti particolari” di quello che Tizio ha detto a Caio, mentre preferirebbe che gli parlasse dei quadri di cui lei si occupa, di come lei li giudica, delle particolari strategie di acquisto. Vorrebbe conoscere i fatti, ritenendo assolutamente prive di importanza le chiacchiere di Sabrina con i colleghi. Per lei, invece, sono proprio i rapporti con i colleghi a costituire il tessuto connettivo della propria vita di lavoro. Giudicando Roberto banale l'interesse di Sabrina per le esperienze interpersonali, la interrompe di continuo. Lei allora si offende perché vede nel comportamento del marito, non solo la dimostrazione che a lui non importa né ciò che la moglie gli racconta, né il lavoro che lei fa, ma che in qualche modo le faccia capire, che non gli importa molto neanche di lei.

Tra i problemi psicologici e/o interpersonali che che solitamente bloccano una buona comunicazione:

1.Quando discuti i tuoi problemi con il partner ti senti inibito;

2.Ti riesce difficile esprimere i sentimenti al partner;

3.Hai paura di chiedergli ciò che vuoi;

4.Non credi a quello che dice il tuo partner;

5.Hai paura che ciò che devi dire faccia arrabbiare il tuo partner;

6.Il tuo partner non prende sul serio le tue preoccupazioni;

7.Se esprimi i tuoi veri sentimenti, poi ti penti di ciò che gli hai detto.

Nessun commento:


Questo blog è conforme alle disposizioni del Codice di Condotta relativo all'utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza nell'attività Professionale degli Psicologi