Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 13 marzo 2011

LA DISGRAFIA

La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura che riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici. La scrittura è irregolare, non vengono rispettati i margini del foglio o delle righe, e la capacità di utilizzare lo spazio a disposizione è ridotta; il ritmo della scrittura è alterato e l'impugnatura della penna spesso scorretta. Gli spazi tra i grafemi e/o tra le le parole sono irregolari e anche la copia dalla lavagna risulta un compito arduo. Inoltre si manifestano difficoltà nella copia e produzione autonoma di figure geometriche. Il DSM-III-R (1993) definisce oltremodo che tale disturbo non deve essere spiegabile con ritardo mentale o inadeguata scolarizzazione, né essere dovuto a difetto uditivo o visivo o disturbo neurologico.

In generale l'atto grafo motorio non automatizzato aumenta le richieste di risorse menmoniche e attentive, interferendo con i processi cognitivi di alto livello necessari alla produzione scritta, al punto che i bambini possono dimenticare il contenuto del messaggio che dovevano/volevano scrivere, e non avere più tempo a disposizione per la revisione del testo prodotto. In altri casi lo stesso bambino può anche avere difficoltà a decifrare ciò che ha scritto, assumendo un atteggiamento di rinuncia e di profondo disagio di fronte ai compiti scritti.

Tra le variabili indicative di un buon padroneggiamento della componente grafo-motoria, troviamo due aspetti fondamentali: la velocità di scrittura dei grafemi, e la leggibilità degli stessi.

Tra gli altri aspetti più specifici:

la buona gestione dello spazio del foglio,

la direzione del movimento della mano durante la scrittura,

la grandezza relativa (proporzioni tra le parti che costituiscono le lettere) e assoluta,

la spaziatura tra le lettere e tra le parole,

l'allineamento delle lettere sul rigo e delle cifre in riga e in colonna,

la prensione della penna,

e la pressione della mano sul foglio.

Tutti questi aspetti sono influenzati non solo dallo sviluppo cognitivo e dagli apprendimenti del bambino, ma anche dall'ambiente in cui egli esegue il compito, nonché dagli strumenti utilizzati e/o dalla postura assunta.

In campo clinico le difficoltà di scrittura vengono frequentemente riscontrate nell'età evolutiva, specialmente i primi 2 anni della scuola elementare.

A seconda della loro evolutività, si possono distinguere 2 gruppi di disgrafie:

semplici

specifiche.

Le prime si riscontrano nelle fasi iniziali dell'apprendimento della scrittura, quindi alla fine della scuola materna, quando il bambino apprende i primi elementari segni grafici che costituiscono le lettere, durante la 1° classe elementare e in parte della 2° classe.

Si tratta di fattori da considerarsi “normali” per l'età, poiché sono legate a fattori maturativi e in molti casi tendono a riassorbirsi spontaneamente entro la 1°, o tutt'al più la 2° classe.

I disturbi specifici di grafia (D.S.G.) inizialmente presentano le medesime caratteristiche strutturali delle disgrafie semplici: la scrittura è lenta e tremolante, le singole lettere abnormemente grandi o, più di rado, eccessivamente piccole, evidente sproporzione tra le lettere, poco o troppo spazio tra una lettera e l'altra, evidente difficoltà nel seguire la direzione dello spazio in linea orizzontale. La differenza fondamentale sta nella loro evolutività, in quanto il disturbo si cronicizza, presentandosi anche nelle ultime classi delle elementari e successivamente alle medie.

A causa della loro disgrafia, molti bambini che all'inizio della scuola elementare non avevano rilevanti problemi di apprendimento, in seguito possono manifestarne, perché la loro lentezza impedisce di completare i dettati e le composizioni scritte, e la scarsa leggibilità di queste produzioni ostacola gli insegnanti nella corretta decifrazione degli elaborati.

D0altronde i bambini stessi, il più delle volte, sono incapaci di rileggere quanto scritto, e a lungo andare la disgrafia può condizionare il bambino anche dal punto di vista psicologico, in quanto i rimproveri e le continue sottolineatura di chi deve decifrare i suoi compiti finiscono per provocare sentimenti di frustrazione e di inadeguatezza compromettendo i risultati globali dell'apprendimento.

Le disgrafie specifiche, a seconda del loro grado di gravità, si possono distinguere in lievi, medie e gravi.

Un'altra importante distinzione è quella tra “disgrafie pure”, cioè non associate a disturbi di scrittura di tipo fonologico o ortografico-lessicale, o al contrario “disgrafie associate”.

ESEMPI DI DISGRAFIE

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