Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

venerdì 4 marzo 2011

La paura degli italiani per gli immigrati

Cresce la paura degli italiani per gli immigrati. Gli annunci di arrivi in massa di persone che abbandonano i Paesi del Nordafrica in rivolta, in particolare dalla Libia, spaventano, aumentando la diffidenza verso il diverso. Colpa anche della crisi economica e della confusione politica che fanno sentire tutti più precari e in pericolo.
La ricetta per 'disinnescare' i rischi di conflitto e rafforzare i sentimenti di solidarietà sta nell'informazione e in una maggiore conoscenza dell'altro. Ne è convinto Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiani di psicologia (Sips), che propone una task force di psicologi, mediatori culturali e volontari per insegnare ai cittadini, soprattutto nelle aree dove si concentrano gli arrivi di immigrati, a non avere paura.
"A fronte del crescere dei timori - spiega Lo Iacono - legati anche a fatti concreti e fondati, come l'inevitabile aumento di flussi migratori di persone in fuga dalla Libia, è necessario evitare che la sensazione di essere 'invasi' da parte degli italiani si trasformi in forme di conflitto interno". Per questo serve educare all'accoglienza e alla solidarietà sostenibile, aiutando le popolazioni locali a comprendere sia il fenomeno sia chi sono le persone che arrivano. "Quello che più spaventa - continua lo Iacono - è ciò che non si conosce".
Con un'idea più chiara di ciò che sta accadendo anche la diffidenza si riduce e diventa così più facile gestire l'emergenza, secondo l'esperto. "La nostra associazione - conclude Lo Iacono - sta studiando la messa a punto di una task force, formata da psicologi, mediatori culturali, volontari che organizzerà incontri con le popolazioni locali dove i timori per l'immigrazione si manifestano più palesemente. Questo per aiutare le persone anche a valutare il problema con la giusta distanza. L'obiettivo è costruire un processo di possibile integrazione, ove è possibile, e per ridurre i pregiudizi, che ci sono sempre. Siamo tutti un pò 'razzisti democratici', la diffidenza fa parte dell'animo umano. Ma imparare a convivere con gli altri, in un mondo necessariamente globalizzato, è fondamentale, qualsiasi siano poi le scelte politiche", conclude Lo Iacono.

Fonte: http://www.iltempo.it/

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