Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

giovedì 10 marzo 2011

L'incidenza del disturbo bipolare

Nonostante la variazione della prevalenza del disturbo bipolare (BP), la sua gravità e i disturbi a esso associati sono simili e i trattamenti necessari spesso non vengono offerti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: è questo il risultato apparso sull'ultimo numero della rivista Archives of General Psychiatry.
“Il disturbo bipolare è responsabile della perdita di ore di lavoro nell'arco della vita più consistente di tutte le patologie, maggiore anche rispetto a quella imputabile tutte le forme di tumore e dei maggiori disturbi neurologici come l'epilessia e la malattia di Alzheimer, in primo luogo a causa della sua insorgenza precoce e per la sua cronicità”, sottolineano i ricercatori. “Sono pochi gli studi internazionali che hanno preso in considerazione le informazioni sulla gravità della patologia e sulle comorbilità”.
Kathleen R. Merikangas, del National Institute of Mental Health, del Genetic Epidemiology Research Branch di Bethesda, nel Maryland, e colleghi hanno condotto un survey incrociato, faccia a faccia, a domincilio su 61.392 adulti in comunità in Stati Uniti, Messico, Brasile, Colombia, Bulgaria, Romania, Cina, India, Giappone, Libano e Nuova Zelanda per descrivere la prevalenza, la gravità dei sintomi e gli schemi di comorbilità, nonché le modalità di ricorso alle istituzioni sanitarie per disturbi dello "spettro bipolare" (BPS), nell'ambito della World Mental Health Survey Initiative dell'Organizzazione mondiale della Sanità.
“Su un campione di 61.392 adulti di 11 paesi, la prevalenza sull'intero arco di vita è risultato dello 0,6 per cento per la BP-I, la forma meno grave, dello 0,4 per cento per la BP-II, più grave, dell'1,4 per cento per la BP con sintomi subsindromici, con un valore complessivo stimato della prevalenza di BPS del 2,4 per cento al livello globale”.
La gravità dei sintomi è risultata maggiore per gli episodi depressivi che per quelli maniacali: circa il 74,0 per cento dei rispondenti con depressione e del 50,9 per cento di rispondenti con sintomi maniacali hanno riportato un grave disturbo del comportamento. Tre quarti di questi BPS soddisfano anche i criteri per almeno una di altre patologie: il disturbo d'ansia, specialmente sotto forma di attacchi di panico, è la comorbilità più comune.
Il survey, infine, ha mostrato che il trattamento più indicato spesso non viene attuato.
“Meno della metà dei pazienti riceve un trattamento psichiatrico, in particolare nei paesi poveri, in cui solo il 25,2 per cento ha riferito di aver avuto un contatto con istituzioni per la salute mentale”, concludono gli autori dello studio.




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