Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

mercoledì 6 aprile 2011

Disturbo dell'alimentazione: NIGHT EATING SYNDROME (NES)

La night eating syndrome, descritta per la prima volta da Stunkard et coll. Nel 1955, è un Disturbo dell'Alimentazione Non Altrimenti Specificato, caratterizzato principalmente da:
  • anoressia diurna
  • iperalimentazione serale o notturna 
  • insonnia
Dopo Stunkard, una serie di ricercatori si sono occupati dei night eater, senza tuttavia arrivare alla definizione concorde di una specifica sindrome da inserire nel DSM.
I sostenitori della NES come categoria diagnostica a sé stante, la definiscono una combinazione di: disturbo dell'alimentazione, del sonno e dell'umore, in cui giocano un ruolo fattori biologici, genetici e psicologici, in cui il sintomo cardine è rappresentato dall'ingestione abnorme di cibo nelle ore notturne e serali.
La NES affligge: 
  • l'1,5% della popolazione generale
  • il 10% dei soggetti obesi che si rivolgono ai servizi per seguire un programma di controllo sul peso
  • il 25% dei soggetti che si sottopongono a trattamento chirurgico per obesità
  • il 5% dei soggetti che richiedono un intervento per problemi di insonnia
  • il 20% dei soggetti affetti da Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) 
Le persone affette da questo disturbo mangiano pochissimo durante il giorno, ma la sera ingoiano grandi quantità di cibo e accusano risvegli notturni accompagnati da assunzioni di cibo.
A questo particolare comportamento alimentare, spesso si associano alterazioni dell'umore, ansia e insonnia.
Sovente sono obesi, ma possono anche essere normopeso per la restrizione calorica che praticano durante il giorno.
Alcune caratteristiche della NES sono affini a quelle del DAI, con cui a volte coesiste, ma sussistono alcune differenze:
  • le abbuffate del DAI avvengono quasi sempre durante il giorno, ed è molto inusuale che questi pazienti si risveglino nel cuore della notte;
  • gli episodi alimentari dei night eater, non possono definirsi delle vere e proprie abbuffate, tanto per le quantità ridotte di alimenti consumati (quasi degli snack), quanto soprattutto per la piena consapevolezza con cui avvengono.
I temi principali su cui sembrano focalizzarsi i pensieri di una persona affetta da NES sono:
  • la compulsione a sovralimentarsi la sera
  • la necessità di evitare l'ansia 
  • le credenze disfunzionali sul sonno
  • il desiderio di cibo, che assume le caratteristiche di un vero e proprio craving.
La compulsione a sovralimentarsi prima di andare a dormire, è tanto forte che i NES possono credere di non essere capaci di addormentarsi se non mangiano, ma dopo averlo fatto subentra ben presto una forte autosvalutazione.
Svegliandosi poi durante la notte, capita loro di sentirsi confusi e agitati, con pensieri non ben definiti su qualche avvenimento stressante della giornata: pensano che un po' di cibo li calmerà e potranno continuare a dormire.
Le credenze relative al sonno sono del tipo “tutto o nulla”, per cui basta un solo piccolo risveglio per essere certi che niente potrà funzionare il giorno dopo, se non si riaddormenteranno immediatamente. Questo tipo di convinzione non è molto diverso da quello degli insonni: più entrano in ansia per il timore di non essere efficienti e in forma il giorno dopo, meno facilmente riescono ad addormentarsi. Per i night eater il cibo ha una funzione inpoinducente.
Tecniche di ristrutturazione cognitiva, affiancate da tecniche comportamentali si sono rivelate molto utili nella terapia di questi pazienti.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
LA FAME INFINITA, di Todisco P., Vinai P.
MANUALE SUI DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE, di De Giacomo, Renna, Santoni Rugiu

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