Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

venerdì 13 gennaio 2017

Il primo computer schizofrenico

Un modello al computer del comportamento di un cervello schizofrenico è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas a Austin e della Yale University che ne danno un resoconto sulla rivista Biological Psychiatry.

Gli studiosi hanno creato una rete neurale per simulare l’eccessivo rilascio di dopamina nel cervello, riscontrando poi come il recupero di informazioni memorizzate avvenisse proprio secondo modalità che caratterizzano la schizofrenia.

“La nostra ipotesi è che la dopamina sia implicata nell’attribuzione di importanza a un’esperienza”, ha spiegato Uli Grasemann, del Dipartimento di computer science dell’Università del Texas a Austin che ha partecipato allo studio. “In presenza di un eccesso di dopamina, viene attribuita una salienza eccessiva a un evento e il cervello finisce con l’apprendere cose che non dovrebbe apprendere”.

Il risultato supporterebbe l’ipotesi dell’iper-apprendimento circa l’origine della schizofrenia, secondo cui i soggetti affetti da questo disturbo avrebbero perso la capacità di dimenticare o ignorare dati che normalmente dovrebbero ignorare.
Senza dimenticare, i soggetti perdono la capacità di estrarre ciò che di significativo c'è nell'immensità di stimoli che il cervello riceve. Per questo, iniziano a stabilire connessioni che non sono reali, si perdono poi in un mare di connessioni e quindi la capacità di costruire un qualunque tipo di storia coerente.

La rete neurale utilizzata da Grasemann e dal suo collaboratore Risto Miikkulainen, è denominata DISCERN ed è in grado di apprendere il linguaggio naturale. in questo studio DISCERN è stata utilizzata per simulare che cosa accade al linguaggio in caso di sei disfunzioni neurologiche.

Il sistema è in grado di assimilare e ricordare parole, frasi e racconti in modo simile al cervello umano, cioè con connessioni statistiche. Per simulare l'eccesso di dopammina, gli studiosi hanno variato i parametri in modo da aumentare il tasso di apprendimento del sistema, impedendogli cioè di dimenticare in modo efficiente.

Con questo nuovo addestramento, DISCERN ha cominciato a mettersi al centro di storie fantastiche o deliranti, che aggregavano in modo incoerente pezzi di altre storie apprese: in una risposta, per esempio, il sistema ha rivendicato la paternità di un attentato terroristico.

In un altro caso, DISCERN ha mostrato segni di "deragliamento", rispondendo a una domanda su uno specifico ricordo con una serie di frasi sconnesse, improvisse digressioni e con continui passaggi dalla prima alla terza persona.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/

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