Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 15 maggio 2011

LE TRAPPOLE MENTALI NEI RAPPORTI CONIUGALI

Le distorsioni cognitive si possono considerare un'applicazione sbagliata delle basilari strategie di sopravvivenza, avvengono automaticamente e spesso in concomitanza l'una con l'altra.

Le principali distorsioni cognitive in cui possono cadere le coppie in crisi sono:

1. VISIONE TUNNEL: porta a vedere soltanto ciò che collima con il proprio atteggiamento o stato mentale. Per esempio un partner può basare la sua interpretazione generale di un fatto, su un unico insignificante particolare che ha afferrato.

Una simile visione impedisce alle coppie di scorgere o ricordare i lati buoni del loro matrimonio: ne vedono solo gli aspetti cattivi.

2. ASTRAZIONE SELETTIVA: affine alla visione tunnel, è il prendere da un contesto da un'unica asserzione o circostanza per formulare un'interpretazione erronea.

3. INFERENZA ARBITRARIA: a volte un individuo è talmente prevenuto da dare giudizi sfavorevoli assolutamente privi di fondamento. Per esempio, può capitare che la moglie senta canticchiare il marito nella stanza accanto e pensi: “Lo fa semplicemente per irritarmi”. Lui invece canta solo perché è contento.

4. IPERGENERALIZZAZIONE: una delle distorsioni più deleterie e fra le più difficili da correggere. “Lui non pensa mai che anch'io possa avere un cervello”, “Lei mi mette sempre a tacere”. Affermazioni così categoriche, solitamente, partono da un unico episodio o da pochi episodi, per trarne la conclusione che si tratta di un comportamento tipico e generale.

5. PENSIERO POLARIZZATO: o del tipo tutto-o-niente. L'avere soltanto due alternative estreme determina il modo in cui ciascuno dei due partner si comporta con l'altro. Secondo questo modo di pensare, una persona o è buona o è cattiva, una cosa o è bianca o è nera, desiderabile o indesiderabile, possibile o impossibile, capace o incapace.

Questo modo di pensare semplicistico o abitudinario è un residuo del pensiero categorico tipico dell'infanzia, e la sua rigidezza spiega perché nei conflitti coniugali sia difficile trovare un compromesso: non c'è una via di mezzo.

6. ESAGERAZIONE: tendenza ad ampliare le peculiarità di un'altra persona, buone o cattive che siano, e a “catastrofizzare” gonfiando le conseguenze di certi eventi.

Alla catastrofizzazione si associa quella che A. Ellis ha chiamato la TERRIBILIZZAZIONE”, ossia la tendenza a classificare come spaventoso o terribile un certo evento che in realtà ha semplicemente lievi o moderate implicazioni.

7. SPIEGAZIONI PREVENUTE: certe attribuzioni negative, come il dare una spiegazione sfavorevole per ciò che il coniuge fa, costituiscono un problema di atteggiamento mentale fra i più comuni nel matrimonio. La formulazione automatica dell'ipotesi che dietro l'azione del partner ci sia qualche motivo ignobile rispecchia un criterio più generale di attribuzione delle cause agli eventi, buoni o cattivi. Se ne comprendiamo le cause, essi ci sembrano più prevedibili e controllabili, e l'impressione di essere in grado di prevedere e controllare accresce il nostro senso di sicurezza. Se sappiamo che cosa attenderci, ci possiamo preparare in anticipo: abbiamo la possibilità di padroneggiare gli eventi e, all'occorrenza, in futuro potremo perfino impedirli.

Nei rapporti in crisi, quando i coniugi cercano le cause delle loro delusioni e frustrazioni, rievocano inevitabilmente qualche motivo negativo o malevolo, per spiegare le azioni offensive del coniuge.

8. ETICHETTE NEGATIVE: è un modo di procedere che nasce dalle attribuzioni prevenute. La moglie che dà una spiegazione negativa alle azioni del marito, per esempio, è incline ad affibbiargli un'etichetta critica “irresponsabili”, “acido”, “verme”, reagendo alle etichette che lei stessa ha affibbiato, come se fossero qualcosa di reale.

9. PERSONALIZZAZIONE: quando si crede che le azioni degli altri siano dirette proprio contro di noi.

10. LETTURA DEL PENSIERO: la convinzione che sia possibile sapere ciò che il partner sta pensando, fa cadere i coniugi nella trappola dell'erronea attribuzione al partner di pensieri e motivazioni indegne. Anche se a volte le loro congetture possono essere giuste, la maggior parte delle volte essi sono portati a commettere errori che danneggiano il loro rapporto.

A questa convinzione si associa un altro modo sbagliato di pensare: l'aspettarsi dal partner una sorta di chiaroveggenza: “...dovrebbe sapere ciò di cui ho bisogno senza che glielo chieda!”.

11. RAGIONAMENTO SOGGETTIVO: è un atteggiamento dovuto alla convinzione che ogni emozione forte vada in qualche modo giustificata, per cui se ho un'emozione negativa, qualcun altro deve esserne responsabile.

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