Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

martedì 10 maggio 2011

Quando pensare male, ci fa vivere male...

Al contrario dei computer che si limitano ad elaborare le informazioni e risolvere determinati problemi utilizzando complesse formule matematiche, gli esseri umani INTERPRETANO le informazioni provenienti dall'ambiente circostante e da loro stessi, e sulla scia di queste interpretazioni agiscono nel mondo.

Quando le informazioni vengono interpretate in modo scorretto o non obiettivo, si parla di DISTORSIONI COGNITIVE, spesso causa di stati d'animo come ansia, depressione, collera e altre emozioni negative.

Le distorsioni cognitive, sono spesso automatiche ed inconsapevoli perché si presentano in modo spontaneo ed improvviso, sono simili a quello che Freud ha chiamato “pensiero preconscio”: brevi bagliori improvvisi ai margini della coscienza, che ci spingono all'azione, ma la cui brevissima durata ne rende difficile l'identificazione, ma riuscirci è importante: rappresenta il primo fondamentale passo per modificare modi di pensare disfunzionali.

Sono come dei virus che invadono la nostra mente, facendo scatenare emozioni e comportamenti inadeguati.

Tra le più comuni distorsioni cognitive:
  • PENSIERO DICOTOMICO (o POLARIZZATO):
Pensare in termini di tutto – o – niente significa fondamentalmente tendere ad interpretare qualsiasi cosa come o -giusta – o – sbagliata. E dimostra l'incapacità di riconoscere l'estrema complessità del reale.
Es. di pensieri dicotomici:
“Se perdo la pazienza con mio figlio, significa che non sono un buon genitore”.
“Se non ottengo un voto eccellente all'esame che sto preparando, non sono all'altezza della facoltà che ho scelto”
“Se mangio un biscotto, pur essendo a dieta, il risultato sarà un totale fallimento”.
E' oltremodo presente quando nei nostri pensieri compaiono ripetutamente parole come “sempre”, “mai”, “nessuno”, “tutti”. Basta riflettere un attimo, per rendersi conto che è davvero molto difficile che certe cose succedano “sempre” o che non succedano “mai”, che quello che fai vada male proprio “ogni” volta, che “tutti” agiscano male con te, o che “nessuno” sia “mai” affettuoso.

  • ASTRAZIONE SELETTIVA:
Tendenza a concentrarsi in modo selettivo sugli aspetti negativi di una situazione e a sopravvalutarne l'importanza.
Es. di astrazione selettiva:
Federica riceve un resoconto del proprio rendimento lavorativo dal quale emerge che è considerata una delle migliori dipendenti dell'azienda per cui lavora. Nonostante questo, ci rimane malissimo per una nota in cui la si invita a partecipare maggiormente alle riunioni.
Negli ultimi mesi la figlia di Giovanni è migliorata molto per quanto riguarda il rimettere in ordine i giocattoli. Tuttavia, ogni volta che lascia un giocattolo fuori posto, Giovanni si arrabbia moltissimo.

  • CREDERE DI SAPERE COSA PENSANO GLI ALTRI:
implica spesso l'errata convinzione di essere giudicati negativamente, e nei casi più problematici può sfociare in perfezionismo patologico, depressione, profonda timidezza e/o ansia sociale.
Es: “Se Enrico non ottiene in tempi brevi un parere sul suo lavoro da parte del suo principale, è portato a credere (se non addirittura a dare per scontato) che questi lo trovi insoddisfacente”.

  • SOPRAVVALATURARE LA POSSIBILITA' DI EVENTI NEGATIVI con previsioni del tutto ingiustificate.
Es: “Francesco è convinto di fare una brutta figura con il suo intervento durante un convegno, nonostante lo abbia preparato con molta cura e i suoi colleghi apprezzino sempre il suo lavoro in simili occasioni”.

  • AVERE I PARAOCCHI:
Atteggiamento che tende a considerare in modo eccessivo ogni minimo dettaglio, rendendo difficile vedere le cose da una prospettiva più globale, e interferendo con il raggiungimento degli obiettivi che ci si prefigge.
Es: “Quando deve sostenere un test a risposta multipla, Anna rimugina talmente tanto sul significato di ogni singola domanda, da non riuscire a finire nei tempi previsti”.

  • SCUSCETTIBILITA':
intesa come un'eccessiva preoccupazione di ottenere l'apprezzamento altrui.
Esempi:
E' fondamentale piacere a tutti.
Se qualcuno crede che io sia incompetente, significa che lo sono davvero.
Se qualcuno non mi apprezza, significa che sono una persona antipatica.

  • PENSIERI CATASTROFICI:
Questo atteggiamento mentale è presenta ogni volta che da un lato si tende ad ingigantire gli aspetti negativi di ciò che ci succede o potrebbe succederci, dall'altro ci si convince di non essere in grado di affrontare e gestire particolari situazioni e conseguenze di un avvenimento negativo.
Es: “E' un disastro se non riesco a rispettare una certa scadenza”.

  • STANDARD DI COMPORTAMENTO TROPPO RIGIDI:
Ognuno di noi possiede degli standard che, quando non è possibile conseguire un certo obiettivo, rivediamo, modificando le aspettative iniziali. Ma quando questo è vissuto come una “rinuncia”, o come un adeguamento alla mediocrità, è impossibile riuscire ad essere flessibili con se stessi e/ con gli altri.
Es: “Angela si arrabbia moltissimo quando deve modificare i propri programmi perché l'idea di trovare delle alternative la scoraggia profondamente”.

  • NECESSITA' DI TENERE TUTTO SOTTO CONTROLLO:
Questa convinzione può portare a sentirsi eccessivamente responsabili, e a dedicare una quantità di tempo esagerata ad ogni minima incombenza, e a fare di tutto per prevenire il minimo imprevisto. Necessità destinata a non essere soddisfatta, con inevitabile senso di frustrazione per chi invece l'ha perseguita.

  • AFFERMAZIONI PRESCRITTIVE:
Sono quelle del tipo “devo/dovrei”: autoimposizioni arbitrarie che dimostrano il desiderio che la realtà si conformi esattamente alle nostre aspettative. La possibilità che qualcun altro metta in discussione queste imposizioni, provoca rabbia e risentimento. Se invece è la persona stessa a non riuscire a rispettarle, possono sopravvenire problemi di ansia, sensi di colpa, e un profondo sconforto.
Es. di affermazioni prescrittive:
I miei figli dovrebbero fare sempre ciò che dico loro
I miei colleghi non dovrebbero mai arrivare tarsi al lavoro
Non devo mai prendere un'insufficienza a scuola.

  • DIFFICOLTA' A FIDARSI DELGI ALTRI:
In questi casi è molto difficile delegare agli altri dei compiti che, magari per mancanza di tempo, noi non riusciremmo a svolgere, e se ci riusciamo, sentiamo la necessità di controllarli da vicino. Strettamente connessa a questa distorsione cognitiva è la:
  • TENDENDA A GIUDICARE GLI ALTRI IN MODO TOTALMENTE NEGATIVO, ignorando gli aspetti positivi che possono avere, perché anziché limitarci a giudicare i singoli comportamenti, giudichiamo la persona.
  • PARAGONARSI AGLI ALTRI IN MODO SBAGLIATO:
Esigenza assolutamente normale, di tanto in tanto. Diventa problematico quando lo si fa continuamente, e quando il paragone non è con persone simili a noi, ma con persone molto più capaci e da noi stesse ritenute nettamente superiori, perché può favorire un senso di inadeguatezza destinato a consolidare una percezione negativa di noi stessi.

  • PERSONALIZZAZIONE: o interpretazione egocentrica degli eventi interpersonali, e/o di quelli legati al sé.
Esempi:
Due persone stavano ridendo, mormorando qualcosa mentre passavo. Stavano sicuramente dicendo male di me, che infatti oggi sono vestita malissimo.
Se la gente mi guarda mentre sto mangiando, pensa che sono un ingordo.

  • PENSIERO SUPERSTIZIOSO: o credere nella relazione causa-evento di eventi che non sono contingenti.
Es. “Non posso provare piacere perché poi se ne andrà via”.
Voglio precisare di non considerare le categorie sopra elencate in modo troppo rigido, perché nella realtà, diverse di queste coesistono.

3 commenti:

Cecilia ha detto...

HELP!!! Io mi ritrovo in almeno delle metà delle distorsioni cognitive sopra elencate. Cosa significa? Cosa devo fare? E' possibile modificarle???

DOTT.SSA ANNA GULLA' ha detto...

E' possibile... :) ci sono delle tecniche/strategie ideate proprio per risolvere questi "problemi"... evitare queste distorsioni.
Sono molto efficaci, anche nel breve termine, ma serve un impegno costante e serio perchè si tratta di disattivare dei meccanismi ormai automatizzati, e attivarne di nuovi, più funzionali e adattivi.

Renzo ha detto...

Questo articolo è molto più che interessante! Grazie Dr.ssa


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