Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 25 settembre 2011

FASE ORALE: fissazione e regressione

La fase orale è la prima fase dello sviluppo psicosessuale infantile postulato da Freud, comprendente i primi 18-24 mesi di vita, in cui il piacere sessuale è legato in modo prevalente all’eccitamento della cavità orale e delle labbra e la modalità fondamentale di relazione con il mondo esterno è di tipo nutritivo.
Il bambino infatti tende a portare ogni cosa alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo circondano, ed attraverso questa inizia a relazionarsi col mondo. Attraverso la suzione, per esempio, il bambino non soddisfa solo bisogni alimentari, ma instaura quel particolarissimo legame con la madre fatto di trasmissione di amore, sicurezza e tenerezza.
La durata della fase orale è variabile e strettamente dipendente dalla modalità e durata dell’allattamento.
Le fissazioni relative a questa fase vengono definite fissazioni orali, e scaturiscono dalla lunghezza più o meno protratta di questo periodo. Si manifestano prevalentemente con un’ossessiva stimolazione della zona orale, comportando l’eccessivo attaccamento ad abitudini che coinvolgono l’utilizzo della bocca (suzione, alimentazione).
Da un punto di vista comportamentale, l’individuo potrebbe manifestare un’inclinazione al vittimismo, regredire verso uno stato di dipendenza e/o sviluppare pratiche oralmente dipendenti come il tabagismo, l'alcolismo, la logorrea, o manifestare una forte dipendenza dal cibo, costituendosi una personalità sarcastica o pungente.
Il ritorno inconscio a oggetti e modi di gratificazione appartenenti a precedenti stadi dello sviluppo libidico e/o a precedenti rapporti oggettuali e/o identificativi prende il nome di regressione ed indica un meccanismo difensivo.
Essa tende ad affiorare qualora l'individuo si trova di fronte a situazioni fortemente conflittuali: il ritorno a comportamenti appartenenti a periodi passati della vita che dal soggetto sono considerati meno complessi è più gratificante rispetto al presente.
Nel libro di White e Gilliland “I meccanismi di difesa”, viene citato l'esempio di un bambino di sei anni che reagì con rabbia alla nascita della sorella. Le sue manifestazioni di rabbia non erano approvate dai genitori così egli, benché fosse ormai capace di mangiare, lavarsi e vestirsi da solo, decise di adottare un comportamento tipico dei bambini intorno ai tre anni in modo di riottenere le attenzioni dei propri genitori.
La regressione alla fase orale è uno dei meccanismi di difesa più diffusi, e se molte mamme riuscissero a leggere le irrequietezze e i pianti dei loro bambini legati, non ingozzandoli sistematicamente di cibo ma prendendoli in braccio e coccolandoli, forse riuscirebbero a soddisfare più adeguatamente il bisogno primario dei figli di essere amati. 

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