Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

martedì 18 dicembre 2012

QUANDO LA TERAPIA NON FUNZIONA...

Quanti di voi hanno intrapreso delle cure psicogiche durate mesi, anni, senza un reale successo? o con frasi del tipo "oggi convivo meglio con il mio problema"? Ma non è meglio non avere il problema, piuttosto che conviverci?
Oggi fortunamente la psicologia ha fatto progressi enormi, mettendoci nella possibilità di valutare ogni specifico problema, e fornendoci gli strumenti per risolverlo anche in tempi brevi.
Una ragione di insuccesso di molte terapie, è la convinzione che le ossessioni, per esempio, o un disturbo alimentare, o una fobia specifica, siano solo un sintomo, e non il disturbo principale che deve essere preso in considerazione per primo, se si vuole che la terapia continui e progredisca.

Molti approcci terapeutici lasciano che il paziente perseveri nel comportamento disfunzionale, mentre i colloqui sono dedicati a scoprire le “ragioni” di tale comportamento. Approcci decisamente troppo lenti, e troppo spesso inefficaci.

Nel paziente ansioso il disturbo principale è la sua difficoltà di gestire l'ansia, nella ragazza con disturbi alimentari, il suo rapporto problematico con il cibo, nel soggetto ossessivo la sua incapacità di controllare i pensieri, ed è vero che questi disturbi sono generati da un tipo costante di comportamento che probabilmente ha le sue radici nell'infanzia, ma per prima cosa queste persone devono affrontare i problemi del loro comportamento attuale, passo indispensabile per avviare il processo di guarigione, e senza il quale sarà impossibile risolvere tutti gli “altri” problemi.

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