Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

mercoledì 13 febbraio 2013

COLLEZIONISMO O DISPOSOFOBIA?




Il confine tra collezionare e non riuscire a buttare via nulla è segnato dalla DISPOSOFOBIA, ossia l'accumulo PATOLOGICO e COMPULSIVO di beni non necessari, inutili, insignificanti, a volte anche pericolosi.
Una scrivania piena di carte incongrue può essere un segnale, ma quando lo spazio occupato da alcune “collezioni” diventa tale da sacrificare la vita delle persone e dei loro familiari, quando queste persone sono spaventate all’idea di buttare via qualcosa, quando gli spazi vitali vengono ingombrati in modo tale da impedire le attività per le quali tali spazi sono stati progettati, allora il collezionismo è sfociato in Disturbo ossessivo-compulsivo da accumulo/accaparramento.
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è uno dei disturbi d’ansia più frequenti ed è generalmente caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni, anche se, in alcuni casi, si possono presentare ossessioni senza compulsioni e viceversa.
Le ossessioni sono pensieri, immagini mentali intrusivi che non si possono evitare. Presentandosi ripetutamente e in modo involontario all’attenzione dell’individuo innescano un meccanismo fastidioso e incontrollato che impedisce di concentrarsi su altro scatenando delle emozioni negative (es. paura, disgusto, senso di colpa, ecc.), a tal punto che in molti casi si sentono costrette a mettere in atto una serie di comportamenti ripetitivi o di azioni mentali per ridurre lo stato di disagio che li attanaglia (compulsioni).
.Le ossessioni sono spesso di natura bizzarra e, chi ne soffre è solitamente consapevole della loro infondatezza o esagerazione; tuttavia, in alcuni casi, si può essere così ansiosi da non rendersi neanche conto che si tratta di pensieri che generano preoccupazioni irrazionali o quantomeno eccessive.
Le compulsioni sono i rituali che accompagnano le ossessioni: comportamenti ripetitivi (es. lavarsi le mani, controllare se lo sportello della macchina è stato chiuso, riordinare) o delle azioni mentali (es. contare, pregare, ripetere formule superstiziose), che vengono messi in atto per ridurre l’ansia o la paura innescata. Sono dunque i tentativi di tenere e bada le ossessioni, ma per chi guarda sono essi stessi dei comportamenti bizzarri.
Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce senza distinzioni di età e sesso dal 2% al 3% della popolazione e può manifestarsi nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta, in modo acuto, cioè con sintomi evidenti ed improvvisi, o più frequentemente in modo subdolo e graduale.
L'accumulo è una compulsione che deriva da un'ossessione: si pensa che quel determinato oggetto potrebbe tornare utile in futuro o che il distacco affettivo da esso è troppo difficile.
L'ossessione dipende da fattori ereditari. Spesso i familiari dei pazienti in cura per l'hoarding soffrono dello stesso problema. E, anche nel caso in cui non abbiano la stessa ossessione, hanno comunque dei disturbi legati alla stessa parte del cervello, ovvero la corteccia cingolare anteriore, quella, cioè, dei processi cognitivi e regolatori.
Le persone con questo disturbo sono in genere persone rigide, tendenti al perfezionismo con obiettivi elevati e possono perdere molto tempo a raggiungere una qualità eccelsa del loro operato.

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