Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 24 febbraio 2013

Nomofobia: quando rimanere senza cellulare ci fa sentire perduti!


Nomofobia è un termine di recente introduzione che indica la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Il termine nasce infatti dall’unione dell’abbreviazione di “no-mobile-phone” e “phobia”.





Tra i principali segnali di rischio di nomofobia:
  • controllo frequente del proprio telefono, del livello di batteria, della suoneria e del campo di rete.
  • Desiderio di utilizzo dello smartphone anche in posti inappropriati.
  • Eccessiva paura di perdere il cellulare.
  • Aumento repentino dell’ansia e dell’irritabilità nelle situazioni di sconnessione del cellulare dalla rete.
  • L’uso del cellulare o di altri dispositivi di connessione interferisce significativamente con le normali attività lavorative o familiari o sociali o di studio.

    Quando una persona soffre di nomofobia sperimenta effetti fisici simili all’attacco di panico: mancanza di respiro, vertigini, tremori, sudorazione, battito cardiaco accelerato, dolore toracico e nausea. Quando rimane a corto di batteria o di credito, o senza copertura di rete oppure senza il cellulare, sperimenta forti stati d'ansia, per evitare i quali mette in atto una serie di comportamenti:
  • controllare frequentemente il credito (che deve essere sempre attivo)
  • portare il carica batterie in ogni momento
  • dare ai familiari e agli amici un numero alternativo di contatto se il cellulare dovesse rompersi o perdersi o, ancora, se venisse rubato.
La Nomofobia può apparire un problema di lieve entità, ma si tratta in realtà di una questione sociale rilevante. Le ricerche fin'ora condotte stimano che il 70% delle donne e il 61% degli uomini soffre in forma più o meno lieve di questo disturbo, ed esistono oggi dei metodi di diagnosi e cura, nonchè vere e proprie strutture in cui il nomofobico può seguire programmi di riabilitazione.

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