Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

mercoledì 29 gennaio 2014

Post-divorzio: come continuare a essere dei buoni genitori

Dall'intervista rilasciata a Sibilla Depalma di d.repubblica.it

Essere buoni genitori rappresenta già di per sé una grande sfida, ma lo è ancora di più in seguito a un divorzio. Questo delicato momento della vita richiede, infatti, la capacità di gestire le proprie difficoltà personali e di continuare al contempo a essere presenti con i figli, aiutandoli ad adattarsi alla nuova realtà. Compiti che possono risultare complessi, e a volte frustranti, dato l'elevato numero di fattori in gioco. Qual è allora il segreto per conservare un buon rapporto con i propri figli anche dopo la separazione con il coniuge? 

In un recente articolo, l'Huffington Post America suggerisce di mantenere in primo luogo un atteggiamento positivo. Essere pieni di negatività e trascinare le proprie giornate nella commiserazione non porta, infatti, a nulla di buono. Un secondo consiglio è di guardare al divorzio come a un'esperienza dalla quale imparare, considerando che anche dai momenti più difficili si apprendono lezioni di cui far tesoro per diventare persone più sagge e forti. "Spesso il divorzio rappresenta un tema scomodo del quale genitori e figli evitano di parlare", spiega Letizia Maduli, esperta in psicologia della famiglia. "Occorre invece mantenere un atteggiamento di ascolto e di confronto, cercando di essere onesti sulla realtà dei fatti e facendo sentire i figli compresi nel loro disagio", aggiunge. "Per questo è importante non minimizzare, ma riconoscere che c'è un problema e che si cercherà di risolverlo insieme, organizzandosi per il futuro alla luce della nuova situazione". Un approccio che andrebbe modulato anche in base all'età dei figli. 

"La parola d'ordine è rassicurare", sottolinea Anna Gullà, esperta in psicologia dello sviluppo e dell'educazione. "Mentre però con i bambini più piccoli è inutile spiegare i motivi della separazione, ma occorre più che altro focalizzarsi sulla nuova organizzazione familiare, con quelli più grandi i genitori devono parlare delle proprie emozioni autorizzando anche il ragazzo o la ragazza a esprimere le proprie". La fase post-divorzio può inoltre presentare situazioni e difficoltà diverse a seconda che si sia affidatari o meno della prole. Può accadere "che il genitore affidatario si senta maggiormente responsabilizzato, applicando regole più rigide nell'educazione dei figli rispetto all'ex coniuge", osserva Gullà. "Il risultato è un circolo vizioso dal quale occorre uscire attraverso una linea educativa comune". Da considerare, poi, che "la paura più grande dei figli è l'assenza fisica del genitore che lascia la casa; bisogna quindi rassicurarli e mantenersi in contatto telefonicamente con regolarità". Durante gli incontri settimanali o mensili, il genitore non affidatario "dovrebbe inoltre cercare di focalizzarsi solo sul proprio ruolo, lasciando all'esterno le frustrazioni o le preoccupazioni", aggiunge Maduli. Una situazione che riguarda molto spesso il padre, il cui approccio andrebbe diversificato anche in base al sesso dei figli. "Con i maschi è bene cercare di vederli il più possibile perché questo rafforza la loro autostima, mentre con le ragazze occorre stabilire un rapporto indipendente dalla madre, condividendone ad esempio gli interessi", conclude Gullà.

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