Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

mercoledì 5 febbraio 2014

SOFFRI ANCHE TU DELLA SINDROME DI REBECCA?

Quando si ama qualcuno, molto spesso si ha il timore di perderlo e, messa in questi termini, la gelosia rientra in un livello di normalità fisiologica caratterizzata da comportamenti di allerta nei confronti degli atteggiamenti, apparentemente o realmente, anomali del partner.
Nel momento in cui tale sentimento è però dettato dalla paura che qualcun altro possa privarci dell’oggetto del nostro amore, la gelosia può correre il rischio di trasformarsi in una sorta di malattia diventando quindi patologica. Un aspetto che può incrementare il livello di gelosia è, ad esempio, l’intensità del rapporto che il partner ha vissuto con l’ ex soprattutto nei casi di condivisione di momenti importanti come un figlio, una convivenza o se il ricordo della precedente storia è ricco di stima ed affetto reciproco. Una chiara espressione di gelosia patologica, riferibile a questo tipo di esempi, è la cosiddetta sindrome di “Rebecca” che prende il suo nome da un film di Alfred Hitchcock, ispirato dal celebre romanzo di Daphne du Maurier,  “Rebecca la prima moglie”.
Libro e film raccontano la storia di una donna che sposa un vedovo. Vive con lui nella casa in cui il ricco uomo era vissuto con la prima moglie. La donna si rende conto che il marito è ossessionato dal ricordo della defunta Rebecca, di cui è ancora innamorato e che considera perfetta.
La sindrome di Rebecca indica oggi la gelosia che si prova per il passato sentimentale del partner. Si tratta di una particolare forma di gelosia retroattiva nei confronti della persona amata. Una gelosia immotivata, ingiustificata, che può diventare una vera ossessione.
È un tipo di gelosia che può dipendere da diversi fattori:
1.       La scarsa autostima. In genere una bassa stima di sé è controbilanciata da un’immagine distorta che si ha degli altri, che ai nostri occhi appaiono pieni di qualità, virtù e senza difetti. Idoli in confronto al mostro che sei tu.
2.       L’ansia. Uno stato ansioso è difficile da tenere sotto controllo, e più ci si cerca di auto convincersi di non dover essere gelosi, più si finirà per sentirsi ossessionati dall’immagine dell’ex, un tormento che rasenterà la follia. Gli attacchi d’ansia non potranno che allontanarti dal partner.
3.       Il trauma. Se hai vissuto storie d’amore complesse, che hanno lasciato traumi e ferite nel tuo cuore, è normale che ti senta vulnerabile e che ci si convinca che ciò che è successo in passato, possa, anzi debba, riproporsi in futuro. Ecco perché devi imparare a fidarti. Ci vuole tempo per superare la paura del tradimento e dell’abbandono.
Il rivale del passato, che in alcuni casi si mostra ancora presente nella vita del partner ma il più delle volte e’ oggettivamente lontano ed escluso dalla prospettiva attuale, viene idealizzato e i suoi pregi messi a confronto con le presunte carenze del soggetto geloso; entrambe le rappresentazioni sono però influenzate dalla percezione di disvalore da cui si origina la Sindrome di Rebecca, che colpisce persone fortemente danneggiate nella capacità di sentirsi amabili.
Queste arrivano addirittura a desiderare il male per colui o colei che odiano, la sua rovina fisica, la sua sparizione, ma il nucleo centrale del problema può risolversi solo in psicoterapia poiché riguarda contenuti mentali ed emotivi che si strutturano anche in assenza dell’oggetto temuto: il sospetto che il partner sia comunque impegnato a ricordare esperienze affettive precedenti, che alcuni legami sentimentali siano ancora significativi nel suo vissuto intimo, non viene placato dalle rassicurazioni e dalle prove di fedeltà. L’autostima si mantiene vacillante e Rebecca, se non viene contrastata da un buon lavoro clinico, fa sentire la propria presenza.

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