Blog a cura della Dr.ssa ANNA GULLA' & Collaboratori

domenica 15 gennaio 2017

Gli psicofarmaci più diffusi e più pericolosi

Negli ultimi 10 anni, in Italia, è raddoppiato l'uso di psicofarmaci. In Toscana è boom di ansiolitici e antidepressivi. Quali sono i più diffusi? E i più pericolosi?

L’Istituto per le pratiche sicure del farmaco ha recentemente pubblicato uno studio dove sono evidenziati i farmaci che inducono a compiere atti di violenza. Nella top-ten dei medicinali più pericolosi, vi sono gli antidepressivi: Pristiq (desvenlafaxine), Paxil (paroxetine) e Prozac (fluoxetine).
1. Varenicline (Chantix) Per smettere di fumare; 18 volte più rischioso per episodi di violenza.
2. Fluxetine (Prozac) Antidepressivo della classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
3. Paroxetine: (Paxil) Crea molto dipendenza e problemi nello sviluppo fetale durante la gravidanza.
4. Anfetamine – Classe di farmaci usati in casi di ADHD, 9.6 volte più propensi, rispetto altri, ad essere associabili ad episodi di violenza.
5. Mefoquine (Lariam) Utilizzato per curare la malaria.
6. Atomoxetine (Strattera) – Usato nei casi di ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
7. Triazolom (Halcion) Usato per il trattamento dell’insonnia, 8.7 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.
8. Fluvoxamine (Luvox) – Appartiene al gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), 8.4 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di violenza.
9. Venlafaxine (Effexor) Un antidepressivo che tratta i disordini di ansia. violenza.
10. Desvenlafaxine (Pristiq) Un antidepressivo che agisce sulla serotonina e la noradrenalina.
Questi farmaci non solo provocano problemi di salute, ma rappresentano anche una minaccia per la società perché favoriscono lo scatenarsi della violenza. Molti farmaci noti sono perfino collegabili ad omicidi. 

In Italia si registra un aumento del consumo di ansiolitici e antidepressivi, anche quando non realmente necessari.
AnsioliticiAppartengono a questo gruppo i farmaci (tranquillanti ed ipnotici) efficaci nel trattamento dei disturbi d’ansia. Questi farmaci, di solito, hanno effetto nel breve termine ma assai meno nel lungo termine; talvolta, come conseguenza del loro uso si può avere un peggioramento della sintomatologia (il cosiddetto effetto rebound) e lo svilupparsi di una certa dipendenza. Anche in considerazione di questi effetti, gli ansiolitici dovrebbero essere prescritti soltanto nei casi di ansia o insonnia grave e comunque per periodi brevi.
I farmaci più usati sono le benzodiazepine (Tavor, Xanax, Valium, Ansiolin, En, Frontal, Lexotan, Prazene, Control, Lorans, ecc.).
AntidepressiviAppartengono a questo gruppo, i farmaci efficaci nel migliorare l’umore negativo e gli altri sintomi tipici della depressione e perciò detti antidepressivi. Questi farmaci sono generalmente efficaci, ma possono indurre effetti collaterali. Generalmente, il rischio di effetti collaterali si può ridurre, cominciando il trattamento con dosi basse e incrementandole gradualmente. Gli antidepressivi non creano dipendenza.
Gli antidepressivi più usati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e sono suddivisi in da molecole principali: Fluoxetina (Prozac, Fluoxerene, Fluoxetina), Fluvoxamina (Maveral, Fevarin, Dumirox), Paroxetina (Sereupin, Seroxat, Eutimil, Daparox), Sertralina (Zoloft, Tatig), Citalopram (Elopram, Seropram) ed Escitalopram (Entact, Cipralex).

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